Miti e fatti

Mito: "L'abuso sessuale in età infantile corrisponde ad uno stupro"
L'abuso sessuale non è la stessa cosa della violenza sessuale esercitata sulle donne. Solo nel 5% dei casi l'abuso sessuale si consuma come una violenza fisica e si accompagna alla penetrazione anale o genitale.

Mito: "L'abusante è sempre sconosciuto"
La maggior parte degli abusi sono intrafamiliari. L'abusante è spesso il genitore del bambino, il convivente della madre, un fratello, un cugino o comunque qualcuno molto legato al bambino.

Mito: "Le vittime sono solo femmine"
Le vittime sono spesso maschi ed anche molto piccoli.

Mito: "L'abuso sessuale lascia segni fisici"
La maggior parte degli abusi non lascia segni fisici, anche perché spesso l'abuso non avviene con la penetrazione. Il sospetto abuso non può essere verificato unicamente con la visita ginecologica.

Mito: "I bambini vittime di abuso chiedono subito aiuto"
Quasi mai i bambini riferiscono subito l'abuso, ciò determina un perpetuarsi della loro condizione di vittime. Inoltre, non riconoscendosi come vittima è anche difficile chiedere aiuto, per cui l'operatore ha il compito di "cogliere" la richiesta di aiuto del bambino e di affidarlo al genitore protettivo, quando questo sia presente.



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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - U.O. Neuropsichiatria Infantile