Quali sintomi presenta?

La traiettoria clinica che conduce da una condizione di "Stato Mentale a Rischio" ad un eventuale esordio psicotico passa attraverso diversi stadi. Conseguentemente la sintomatologia può essere suddivisa in base a quanto più sia vicina all'esordio psicotico.

In particolare, nelle fasi più precoci i sintomi consistono in disturbi del flusso di coscienza, ridotta tolleranza allo stress, difficoltà ad organizzare il pensiero, deficit dell'interazione sociale come ritiro sociale  e riduzione dell'espressività emotiva.

Nelle fasi più avanzate invece, si assiste alla comparsa di sintomi psicotici positivi sottosoglia che includono: contenuti insoliti del pensiero, grandiosità, sospettosità, anomalie percettive, marcato calo di funzionalità. Tali quadri sintomatologici non implicano di per sé un'evoluzione verso un disturbo psicotico, tuttavia l'impatto che questa condizione determina sul piano psico-sociale, biologico e della qualità di vita è estremamente elevato.

Per i casi in cui l'evoluzione clinica si caratterizza per la comparsa di un disturbo psicotico, la diagnosi viene formulata riferendosi ai criteri diagnostici del DSM 5 e, in particolare, alla presenza da una parte di sintomi positivi quali allucinazioni e deliri, dall'altra sintomi negativi quali perdita d'iniziativa, scarsa tolleranza allo stress, non pianificazione di scopi (abulia) e impoverimento dei comportamenti sociali (ritiro sociale) dall'altro. Tali sintomi devono essere presenti in maniera continuativa per un periodo di tempo prolungato e compromettere in maniera significativa il funzionamento sociale, familiare nonché scolastico/lavorativo della persona. Recentemente, il DSM 5 ha abolito la suddivisione in categorie (tipo paranoide, tipo disorganizzato, etc.) preferendo affiancare alla diagnosi categoriale una valutazione dimensionale (depressione, mania, allucinazioni, etc) al fine di fornire una descrizione clinica del paziente più completa.

 



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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - U.O. Neuropsichiatria Infantile