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- L’elaborazione del lutto nei bambini che hanno perso familiari a causa del Covid-19
L’elaborazione del lutto nei bambini che hanno perso familiari a causa del Covid-19
Sono decine di migliaia negli Stati Uniti i
bambini che la pandemia ha reso orfani, più di 37000. In
Italia non ci sono dati ufficiali e definitivi sui
minori che hanno dovuto affrontare la perdita di un
genitore per Covid-19. Da alcuni studi effettuati presso
la nostra Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia
e dell'Adolescenza che fanno riferimento a 200
ragazzi emerge che circa il 7% di
loro ha registrato la perdita di un genitore a causa del
Covid-19. La percentuale sale al 22%
considerando decessi che fanno riferimento non ai genitori ma alla
cerchia stretta di parenti, per esempio i nonni.
Nei bambini che vivono questo tipo di lutto si assiste soprattutto
a comportamenti di regressione che riguardano
autonomie precedentemente acquisite. Per esempio, bambini che
si rifiutano di dormire da soli, mangiare o che richiedono
costantemente la presenza del genitore rimasto in vita. Ci sono poi
bambini che sviluppano l'ansia e la paura sia per
la propria incolumità che quella del genitore rimasto in vita. Tra
gli adolescenti la reazione più comune è la
chiusura, si chiudono nella loro stanza, spesso
non cercando neanche spiegazioni. In molti casi, adolescenti che
sono stati loro stessi la causa del contagio hanno sviluppato
sensi di colpa molto forti con l'insorgenza di
sintomi psicopatologici significativi quali
attacchi di panico, insonnia e sintomi ossessivo-compulsivi. Questi
ragazzini dunque rappresentano una categoria estremamente
vulnerabile, non solo per lo sviluppo di un
disturbo post traumatico da stress, ma più in generale per
l'insorgenza di una patologia psichiatrica nel lungo termine. A
subire il lutto infatti non sono solo bambini e
adolescenti ma l'intero nucleo familiare che con
la perdita di un parente subisce la rottura di un equilibrio
emotivo oltre ad uno sconvolgimento delle comuni attività
quotidiane.
Ai genitori chiediamo di non considerare i figli come surrogati del partner perso, cedendo anche alla condivisione del letto o a devote attenzioni per cercare di colmare il vuoto del partner stesso. Il modo in cui i bambini si comportano nei confronti della loro perdita dipende in larga misura dal genitore che resta. Se questo agisce come se la vita non fosse cambiata, i figli cercheranno di emulare questo atteggiamento, confusi, determinando un aumento di insicurezza. Se la reazione dell'adulto è ostile o ansiosa, anche quella dei figli sarà simile. Se invece, la risposta è un dolore associato a rassicurazioni coerenti ed affettuose, i bambini riescono ad acquistare sicurezza nell'affrontare i conflitti e i cambiamenti che si stanno verificando. È importante dunque chiedere aiuto a professionisti della salute mentale per trovare risorse emotive che rischiano di mancare nelle mura domestiche.
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