Selettivita' alimentare e Disturbo dello spettro autistico

L'autismo è un disturbo del neurosviluppo che compromette l'area della comunicazione e quella dell'interazione sociale reciproca con un insieme di pattern ripetitivi e ristretti di comportamenti, interessi o attività. Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento della prevalenza del disturbo dello spettro autistico, con una stima di un bambino su 68 che ne è affetto, e un rapporto Maschi :Femmine del disturbo di circa 3:1.

I problemi legati all'alimentazione sono molto frequenti nei bambini affetti da autismo e la gestione durante il momento del pasto di tali problematiche comportamentali può essere fonte di stress per i genitori ed avere un forte impatto negativo  sulla routine della famiglia. Quando le difficoltà legate al cibo ed al momento del pasto sono correlate ad un repertorio di cibi eccessivamente limitato si parla di una problematica comportamentale che viene definita dalla letteratura scientifica col termine di selettività alimentare.

E' stato pubblicato a maggio sulla rivista scientifica "Appetite" uno studio condotto dal gruppo di ricerca dell'unita' di neuropsichiatria dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu', intitolato "Clinical differences in children with autism spectrum disorder  with and without food selectivity".

Tale studio ha indagato le caratteristiche cliniche e comportamentali in individui con autismo con lo scopo di identificare dei profili clinici distintivi in 79 bambini con selettività alimentare appaiati per età e genere a 79 bambini senza selettività alimentare. I risultati di questo lavoro hanno evidenziato che il gruppo di bambini con autismo e selettività alimentare riportava una sintomatologia autistica più elevata rispetto ai bambini con autismo senza selettività alimentare nei questionari compilati dai genitori. Tuttavia, non e' stata riscontrata nessuna differenza tra i due gruppi nella sintomatologia autistica nelle scale di valutazione che venivano completate dal clinico.

Inoltre, i genitori dei bambini con selettività alimentare riportavano livelli di stress genitoriale più elevati e maggiori problematiche emotive e comportamentali dei loro bambini rispetto ai genitori dei bambini senza selettività alimentare. Una possibile spiegazione di tali risultati potrebbe essere dettata dalla percezione che i genitori hanno dei loro figli. Nello specifico, i genitori con figli con autismo e selettività alimentare probabilmente percepiscono il loro bambino con una quantità di problemi comportamentali ed emotivi maggiori rispetto ai genitori che hanno un bambino con autismo senza selettività alimentare e, pertanto, sperimentano dei livelli di stress genitoriale più alti. 

Poiché la selettività alimentare può incidere negativamente sul benessere del bambino e costituire un importante fonte di stress per i familiari, questa e' un importante area di ricerca che merita di essere approfondita con ulteriori studi.

L'identificazione di profili clinici e comportamentali distintivi nella popolazione clinica di bambini affetti da autismo e selettività alimentare risulta di fondamentale importanza al fine di sviluppare dei trattamenti specifici e delle strategie di trattamento adeguate.

 

Vista la rilevanza di tale fenomeno sia Autism Speaks sia la Simon Foundation Autism Research Initiative (SFARI) hanno messo in evidenza l'importanza del lavoro condotto dai ricercatori dell'Unita' di neuropsichiatria dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'.


Per saperne di piu':

https://www.autismspeaks.org/science/science-news/researchers-urge-greater-attention-autism-related-food-issues

http://sfari.org/news-and-opinion/blog/2015/picky-eating-sways-parents-views-of-children-with-autism


 





© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - U.O. Neuropsichiatria Infantile