Dislessia...non solo lettura!

 ansia e adhd

Come è noto il Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA) è caratterizzato da una compromissione delle abilità di lettura, di scrittura e di calcolo. Nel corso degli ultimi anni è stata posta maggiore attenzione alla copresenza o meglio definitacomorbilitàdel disturbo della lettura (DL) e di altri disturbi soprattutto di natura emotiva e comportamentale. A tale proposito Hendren e collaboratori hanno raccolto tutti gli studi che dal 1997 al 2017 hanno evidenziato la comorbilità del DL e di altri disturbi con l'obiettivo di fornire strumenti aggiuntivi per la diagnosi e la presa incarico dei ragazzi con DSA nel contesto scolastico e in quello della salute mentale.

Gli autori, infatti, hanno messo insieme gli spunti forniti da vari lavori che hanno evidenziato come  i bambini con DL presentino sintomi del disturbo d'ansia. Nello specifico sono state fornite due ipotesi alla base: la prima si sofferma su come l'ansia influisce negativamente sui processi cognitivi rallentando alcune funzioni come la memoria e la velocità di esecuzione mentre la seconda visione attribuisce l'origine dell'ansia come conseguente di un'esperienza scolastica quotidiana poco gratificante a causa delle difficoltà di apprendimento. Inoltre, gli studi sui gemelli, che intendono comprendere se l'origine di un disturbo è di natura genetica o ambientale, mettono in evidenza come bambini che vivono in famiglie "a rischio" a causa della familiarità per ansia e di uno stile educativo molto richiestivo, abbiamo maggiori probabilità di sviluppare un disturbo d'ansia.

Rimanendo nell'ambito dei disturbi cosiddetti "internalizzanti", viene riportato come spesso bambini e adolescenti con DL manifestano sintomi di natura depressiva. Nello specifico è stata evidenziata una correlazione tra la gravità della compromissione della lettura e quella dei sintomi depressivi. Gli autori hanno evidenziato come alla base degli aspetti depressivi ci sia una "bassa autostima" cioè una tendenza a svalutarsi e a non fidarsi delle proprie capacità. Anche in quest'ambito incide la componente genetica (familiarità per disturbi dell'umore) e le richieste ambientali (perlopiù familiari) non calibrate sulle difficoltà del ragazzo. Bambini e adolescenti con queste caratteristiche, inoltre, sono più predisposti a episodi di bullismo.

Bambini con DL possono manifestare anche comportamenti opposti come quelli definiti "esternalizzanti", ad esempio la difficoltà nel controllo degli impulsi, il disturbo oppositivo-provocatorio e il disturbo della condotta. Non è molto chiaro se questi aspetti comportamentali precedano il DL o se ne siano la conseguenza. Sebbene in molti casi il DL preceda i problemi comportamentali, i risultati non supportano una diretta causalità tra le due condizioni considerando che manifestazioni oppositive e di disregolazione possono essere presenti sia nel contesto scolastico che in quello extrascolastico.

Il disturbo maggiormente presente in comorbilità (20-40%) con il DL è il deficit di attenzione e iperattività (ADHD-a presentazione disattenta). Nello specifico gli studi che hanno analizzato la copresenza dei due disturbi hanno evidenziato un profilo neuropsicologico simile nelle due condizioni ovvero un deficit nella velocità di processamento, nella working memory verbale, nella memoria a breve termine fonologica, nella denominazione rapida e nei processi esecutivi centrali.

Il lavoro di Hendren e collaboratori fornisce un valido contributo per un approccio integrato tra professionisti della salute mentale ed educatori. I dati presentati pongono l'attenzione  dei professionisti che ruotano intorno ai ragazzi con diagnosi di DSA a non soffermarsi esclusivamente sugli aspetti didattici e dell'apprendimento ma forniscono una riflessione sugli aspetti emotivi e comportamentali che possono essere coinvolti nei casi di DSA.

A tale proposito abbiamo bisogno di maggiori dati che ci consentano di raffinare le valutazioni diagnostiche e la presa in carico.

 

Per approfondimenti: Hendren R.L., Haft S.L., Black J.M., White N.C., Hoeft F. Recognizing Psychiatric Comorbidity With Reading Disorders.Front. Psychiatry,  2018 https://doi.org/10.3389/fpsyt.2018.00101

 

 


Vedi anche

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - U.O. Neuropsichiatria Infantile