ADHD e irritabilità

adhd e irritabilità

L'irritabilità è comune nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ma sebbene sia stata associata ad un elevato rischio di disturbi emotivi e depressione nella popolazione generale, ( Krieger et al., 2013; Stringaris and Goodman, 2009a; Stringaris et al., 2012; Vidal-Ribas et al., 2016; Whelan et al., 2013), non è noto, ad oggi, se gli alti livelli di sintomi irritabili nell' ADHD possono essere dei marcatori precoci di disturbi dell' umore.

Identificare il rischio di depressione nei giovani con ADHD è importante, sia in termini di facilitazione dell'intervento precoce, sia in termini di prevenzione del disturbo psicopatologico, in quanto quando è presente tale comorbidità si registra anche una maggiore compromissione funzionale (Blackman et al., 2005).

In cosa consiste l'irritabilità?

L'irritabilità può essere descritta come una propensione a reagire con rabbia, scontrosità o capricci sproporzionati rispetto alla situazione reale e contestuale (Stringaris e Goodman, 2009) e quando è inclusa in una disregolazione generale di natura emotiva, essa è presente in circa il 25-45% dei bambini con ADHD (Shaw et al., 2013).

Recentemente, questa grave compromissione dell'irritabilità cronica in età infantile è stata concettualizzata come una nuova categoria diagnostica nella sezione dei disturbi dell'umore nella quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) ( American Psychiatric Association, 2013). È una nuova categoria diagnostica conosciuta come disturbo da disregolazione dell'umore dirompente (DMDD), caratterizzato da un forte temperamento che si manifesta in esplosioni grossolanamente sproporzionate in termini di intensità o durata rispetto alla situazione. Accanto a questi scoppi d'ira il bambino sperimenta uno stato d'animo irritabile per la maggior parte della giornata, quasi tutti i giorni.

Quali gli obiettivi dello studio? 

Gli obiettivi di questo studio, basato su un ampio campione clinico di bambini con ADHD, sono stati:

1) esaminare la prevalenza di irritabilità in una popolazione rappresentativa di bambini con ADHD;

2) testare le associazioni tra irritabilità e ansia (sintomi o diagnosi), depressione (sintomi o diagnosi) e storia familiare di depressione.

Cosa dimostrano i risultati?

Complessivamente, i risultati suggeriscono che IL DMDD e l'irritabilità sono comuni nei bambini con ADHD e collegati a una sostanziale compromissione funzionale di molti aspetti della vita dei bambini, prefigurando il rischio futuro di depressione.

Questi risultati hanno implicazioni nellavalutazione clinica  di bambini con ADHD, che deve poter distinguere tra quelli a più alto rischio di depressione contingente o futura e quelli a più basso rischio.

Identificare questi bambini e valutarli attraverso un processo di diagnosi differenziale approfondito, può anche essere rilevante quando si considera il trattamento. Sebbene la ricerca sia ancora limitata, prove emergenti suggeriscono che i bambini con ADHD e sintomi irritabili mostrano un miglioramento della loro irritabilità quando trattati con farmaci stimolanti (Fernandez de la Cruz et al., 2015).

Inoltre, una terapia di gruppo, se impostata con tecniche di terapia cognitivo-comportamentale e con un intervento di formazione genitoriale, può essere di grande beneficio (Waxmonsky et al., 2013).

Infine, la scoperta evidenzia l'importanza del monitoraggio a lungo termine del rischio di depressionein fase di sviluppo man mano che questi bambini crescono.

 

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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - U.O. Neuropsichiatria Infantile